Search results for "Trapianto di rene"
showing 10 items of 10 documents
PROFILASSI UNIVERSALE CONTRO IL CITOMEGALOVIRUS CON VALGANCICLOVIR NEI SOGGETTI RICEVENTI TRAPIANTO DI RENE
2009
Introduzione: In questo studio descriviamo l’incidenza di infezione da citomegalovirus (CMV) e della malattia da CMV dopo profilassi universale contro il CMV con valganciclovir orale in un gruppo di pazienti riceventi trapianto di rene trattati in differenti studi clinici randomizzato con un potente regime immunosoppressivo. Metodi: Da Maggio 2000 a Ottobre 2008, 622 riceventi (R) il primo trapianto di rene da donatore (D) vivente e cadavere furono randomizzato in differenti protocolli. Questo report descrive in dettaglio l’incidenza dell’infezione e della malattia da CMV. Tutti i pazienti furono trattati con ganciclovir® endovenoso per 3 giorni, seguito dalla somministrazione orale quotidi…
MONITORAGGIO ECO-COLORDOPPLER DEL RENE TRAPIANTATO.NOSTRA ESPERIENZA
2005
Introduzione: La metodica ultrasonografica, come è noto, scevra da complicanze, ripetibile, non invasiva ed altamente tollerata dal paziente, consente un attento monitoraggio sia delle caratteristiche anatomomorfologiche del graft (ATN,rigetto,intossicazione da farmaci,infarto),sia l’immediata diagnosi di complicanze post-operatorie (raccolte fluide perirenali, idronefrosi,trombosi vascolari).L’integrazione con power-colordoppler consente altresì il corretto monitoraggio delle condizioni di perfusione d’organo, desunte dai dati connessi alla valutazione seriata delle resistenze parenchimali. Materiali e metodi: La casistica è limitata agli ultimi tre anni di attività su un gruppo di 22 pazi…
USO DI PROTESI IN GORE-TEX NELLA PREVENZIONE DELLA SINDROME COMPARTIMENTALE POST TRAPIANTO DI RENE
2005
Introduzione:La sindrome compartimentale post trapianto di rene è una precoce complicanza che, in assenza di un tempestivo trattamento, può avere degli effetti devastanti fino alla perdita del graft. Tale sindrome si verifica quando lo spazio di allocamento nel contesto del retroperitoneo è inferiore rispetto alle dimensioni del rene con conseguente aumento della pressione in tale spazio che determina come ultimo evento l’arresto dell’apporto ematico al graft e la seguente sua ischemia. In questo abstract descriviamo la tecnica e riportiamo la nostra esperienza nell’utilizzo di protesi di gore-tex nella prevenzione e nel trattamento della sindrome compartimentale. Materiali e metodi:Abbiamo…
LO STENT INTERNO-ESTERNO COME STRUMENTO DIAGNOSTICO PER L’IDENTIFICAZIONE PRECOCE DELLA GLOMERULOSCLEROSI FOCALE SEGMENTALE NEI RICEVENTI IL TRAPIANT…
2009
Introduzione: La glomerulosclerosi focale segmentale (GSFS) è una delle più frequenti malattie glomerualri ricorrenti dopo trapianto renale (15-100%). Questo studio valuta l’utilità dello stent interno-esterno come mezzo diagnostico per monitorare la proteinuria dopo trapianto di rene nei pazienti con FSGS presso il nostro centro. Materiali e metodi: E’ stata effettuata un’analisi retrospettiva di 11 riceventi di trapianto di rene (7 da donatore viventi consanguinei, 4 da donatore cadavere) tra il 2000 e il 2008 con FSGS comprovata dalla biopsia che sono stati sottoposti al posizionamento di stent interno-esterno intraoperatorio. Tutti i pazienti ebbero una diuresi ≥ 500 ml. Un sondino da n…
UNA NUOVA STRATEGIA TERAPEUTICA NEI PAZIENTI RICEVENTI TRAPIANTO DI RENE DA DONATORE VIVENTE SENSIBILIZZATI CON ANTICORPI ANTI-HLA SPECIFICI CONTRO I…
2009
Introduzione: I riceventi sensibilizzati con anticorpi anti-HLA specifici contro il donatore (ASD) hanno un elevato rischio di rigetto anticorpo e cellulo-mediato. Un nuovo approccio terapeutico è stato designato per affrontare questo problema presso il nostro centro. Materiali e metodi: Da Gennaio a Dicembre 2007, 19 pazienti con ASD hanno ricevuto un trapianto di rene da donatore vivente (11 da donatori consanguinei, 8 da non consanguinei). Tutti i pazienti hanno ricevuto un singolo trattamento plasmaferetico prima dell’intervento. La terapia di induzione prevedeva Thymoglobulin 1 mg/Kg per 3 dosi (trapianto pediatrico) o 5 dosi (ritrapianto), Zenapax 1mg/kg (2 dosi), Rituxan 375 mg/m2 (1…
L’INDICE DI RESISTENZA (IR) QUALE FATTORE PROGNOSTICO NELL’OUTCOME DEL TRAPIANTO DI RENE
2009
Introduzione Il valore diagnostico dell’’indice di resistenza renale (IR) nel post trapianto è ormai indiscusso. Nel seguente lavoro ci si propone di correlare i valori medi di indice di resistenza renale a carico dei tratti distali delle arterie interlobulari alla funzionalità renale, quale fattore prognostico nella valutazione della sopravvivenza del graft. Metodi La popolazione sottoposta a studio comprende 100 pazienti trapiantati dal gennaio 2001 al dicembre 2008, durante un follow-up medio di 12 mesi, mediante una valutazione ecodoppler del graft e del tratto distale delle arterie interlobulari.Tali dati sono stati messi a confronto con alcuni parametri di funzionalità renale quali il…
USO DELLA PROTESI INTRAPERITONEALE IN PTFE IN UN GRANDE LAPAROCELE DOPO TRAPIANTO RENALE : CASE REPORT
2008
Introduzione Il caso riguarda il trattamento chirurgico con l’utilizzo di protesi intraperitoneale dual mash PTFE di un laparocele in un paziente di 55 aa sottoposto a precedente trapianto di rene. Tale complicanza derivava da un urinoma per la necrosi massiva dell’uretrere distale del graft; per cui il pz. è stato sottoposto a reintervento in 2 giornata post trapianto con ricostruzione del piano del muscolo aponeurotico. A circa un mese dal trapianto comparsa di tumefazione in sede incisionale, che rapidamente si è evoluta fino a raggiungere le caratteristiche del grande laparocele.Gli esami strumentali evidenziavano la presenza dell’omento e del piccolo intestino nel sacco erniario. Mater…
UTILIZZO DI RENI MARGINALI: NOSTRA ESPERIENZA
2007
Introduzione La scarsa disponibilità di organi e l’incremento del numero dei pazienti trapiantabili ha condotto all’utilizzo di graft provenienti da donatori anziani o marginali. Lo scopo del presente studio è quello di analizzare i risultati di pazienti sottoposti a trapianto renale da donatori anziani o marginali. Metodi Tra gennaio 1996 e settembre 2007 abbiamo eseguito 137 trapianti renali. 39 da donatori marginali (gruppo A) e 98 da donatori ideali (gruppo B). Dopo un follow-up di 18 mesi abbiamo analizzato i risultati ottenuti in termini di complicanze mediche e chirurgiche e di sopravvivenza dell’organo. Risultati L’analisi dei dati ha dimostrato nel gruppo A un tasso di complicanze …
USO DEL BISTURI AD ULTRASUONI IN UN CASO DI DISSEZIONE "DIFFICILE" DEI VASI ILIACI IN CORSO DI TRAPIANTO DI RENE
2009
Introduzione: La preparazione “difficile” dei vasi iliaci nel ricevente causata da uno stato di fibrosi serrata periavventiziale con linfoadenomegalia satellite a volte è gravata da complicanze nel post trapianto ( linfocele, sieroma ed ematoma). Le aderenze tra l’asse vascolare iliaco e soprattutto la linfoadenomegalia sono spesso dovute al cateterismo femorale. Materiali e metodi: Il caso clinico riguarda una paziente di 60 anni, da circa 4 anni in dialisi per insufficienza renale cronica di n.d.d. con fibrosi periavventiziale dell’asse iliaco e linfoadenomegalia satellite da cateterismo femorale bilaterale. In corso di trapianto di rene la preparazione dei vasi iliaci è stata effettuata …
APPROCCIO MINIMAMENTE INVASIVO ALLA NEFRECTOMIA DA DONATORE VIVENTE A SCOPO DI TRAPIANTO: TECNICHE LESS E NOTES
Il trapianto di rene è al momento il miglior trattamento per i pazienti affetti da IRC terminale. Il costante e graduale aumento del numero dei pazienti che necessitano di tale tipo di trattamento, e la crescente carenza di donatori cadavere, hanno reso necessario lo sviluppo di strategie volte ad allargare ed ottimizzare il pool dei donatori impiegando, a scopo di trapianto, reni provenienti da donatori viventi. Il trapianto renale da vivente rappresenta in quest’ottica la carta vincente, in grado di ridurre i tempi di attesa; è stato anche dimostrato che si hanno risultati migliori rispetto al trapianto di rene da donatore cadavere in quanto vi è una maggiore compatibilità genetica tra do…